L’aria pulita è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come un requisito fondamentale per la salute e il benessere umano. In tutto il mondo, una normativa sulle emissioni sempre più rigorosa sta spingendo la necessità di tecniche di misurazione del particolato (PM) più sensibili, accurate e riproducibili. Gli organismi di regolamentazione richiedono ora prove sulle emissioni non solo per gli inquinanti tradizionali di scarico, ma sempre più anche per le emissioni non di scarico, come le particelle derivanti dall’usura dei freni. Ciò ha accresciuto l’importanza dei metodi gravimetrici di pesata dei filtri, delle microbilance ad alte prestazioni e dei processi di laboratorio accreditati.
Negli Stati Uniti, le prove sulle emissioni di motori e veicoli sono disciplinate principalmente dallo US EPA 40 CFR Part 1065 – Engine-Testing Procedures, che specifica requisiti dettagliati per i sistemi di campionamento del particolato, il condizionamento dei filtri, gli ambienti di pesata, le prestazioni degli strumenti, la calibrazione e l’analisi gravimetrica del PM. Inoltre, il 40 CFR Part 50 stabilisce gli Standard nazionali di qualità dell’aria ambiente (NAAQS), incluso il Federal Reference Method (FRM) dell’EPA per il PM2.5, utilizzato per il monitoraggio dell’aria ambiente.
In Europa, il monitoraggio delle emissioni e della qualità dell’aria è disciplinato da una combinazione di legislazione e norme. Il recentemente adottato Regolamento (UE) 2024/1257 (Euro 7) introduce nuovi requisiti per le emissioni dei veicoli, comprese le emissioni di particelle dei freni e l’abrasione degli pneumatici, mentre la EN 12341 (pubblicata a livello nazionale come BS EN 12341 e DIN EN 12341) definisce il metodo gravimetrico di riferimento per misurare le concentrazioni ambientali di PM10 e PM2.5.
L’industria automobilistica rimane una fonte significativa di inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio (CO), idrocarburi (HC), ossidi di azoto (NOx), particolato (PM) e gas serra (GHG). Per dimostrare la conformità, i produttori devono effettuare prove sulle emissioni in conformità a standard internazionali riconosciuti e procedure regolatorie. Questi fanno sempre più riferimento a tecniche di misurazione gravimetrica precise (vedere la tabella seguente) e a sistemi di qualità di laboratorio come ISO/IEC 17025 e ISO 14065, garantendo che i risultati siano tracciabili, ripetibili e adatti alla certificazione normativa.
La pesata gravimetrica dei filtri rimane il metodo più ampiamente accettato per determinare la massa del particolato. Queste norme definiscono i requisiti per i materiali dei filtri, i periodi di condizionamento, il controllo ambientale della sala di pesata, la neutralizzazione elettrostatica, le prestazioni della bilancia, la tracciabilità e l’assicurazione della qualità. Poiché i limiti di emissione continuano a ridursi e le tecnologie di post-trattamento diventano sempre più efficaci, i laboratori devono misurare quantità di particolato sempre più piccole con fiducia e ripetibilità.