1. Carati (Carat)
Il peso di un diamante si misura in carati (ct). Un carato equivale a 200 mg. Ogni carato può essere suddiviso in 100 "punti" (cioè 2 mg). I rivenditori di diamanti e i produttori di gioielli possono fare riferimento a un diamante in base al numero di punti che possiede. Ad esempio, un diamante da 0,15 ct è un "quindici pointer".
2. Taglio (Cut)
Tagliare un diamante grezzo nella forma richiesta, ad esempio, richiede una grande abilità per un anello, una collana o una spilla. Tuttavia, il taglio riguarda anche il modo in cui il diamante interagisce con la luce per conferirgli brillantezza. Gli elementi del taglio riguardano le proprietà del diamante stesso (luminosità, fuoco e scintillazione), mentre altri riguardano l'abilità della progettazione e della produzione (simmetria, lucidatura, rapporto di peso e durata).
3. Colore (Color)
I diamanti più puri non hanno colore. Tuttavia, piccole imperfezioni strutturali o impurità possono aggiungere una leggera tonalità a un diamante. Ad esempio, la presenza di azoto durante la formazione di un diamante gli conferisce un colore giallo o addirittura marrone, mentre il boro fornisce una sfumatura blu.
4. Chiarezza (Clarity)
Piccole imperfezioni strutturali, o inclusioni, possono verificarsi naturalmente durante la formazione del diamante. La dimensione, il numero e la posizione delle inclusioni all'interno del diamante sono tutti rilevanti per la purezza. Un diamante con meno inclusioni avrà un grado di purezza più elevato.
Il sistema di classificazione 4C può essere utilizzato anche per valutare la qualità di rubini, zaffiri e smeraldi, nonché di altre gemme. Tuttavia, quando si acquista una pietra preziosa, il colore è spesso il fattore più importante. La tonalità (il colore vero e proprio), la saturazione (l'intensità del colore) e il tono (la chiarezza o l'oscurità del colore) sono considerazioni essenziali nella valutazione delle pietre preziose.